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SULMONA 2010, LE PROPOSTE DEL CENTROSINISTRA.

Diario 5/5/2010

Ecco un riepilogo delle proposte che i consiglieri di centrosinistra hanno inoltrato per modificare e migliorare il Bilancio 2010 proposto dalla Giunta guidata da Fabio Federico.

Ho voluto, con questo lavoro di riorganizzazione, comunicare le nostre idee con un linguaggio divulgativo e senza quella tecnicità esasperata che spesso rende tutto incomprensibile ai più.

Abbiamo lavorato per giorni su queste idee e sulla loro realizzabilità. Si tratta di proposte che vanno a correggere il Bilancio in tutte le sue parti: sia quella del Bilancio vero e proprio che quella relativa all'elenco dei beni comunali da vendere che quella relative al piano dei lavori pubblici da realizzare.

Per ogni proposta è indicato il costo e come intendiamo coprirlo.

Buona lettura.

Intervento proposto.

Delibera da modificare.

Quanto Costa?

Dove prendiamo i soldi.

Cancellare gli immobili attualmente in uso alle associazioni culturali dall’elenco di quelli che il Comune può vendere per “fare cassa”

Piano delle alienazioni immobiliari

Poco. Se il Comune vendesse quegli immobili, sfrattando le associazioni, non ricaverebbe più di 420 mila euro.

Non necessitano coperture. Per coprire future spese occorrono 3 milioni e 3 mila euro di vendite, a fronte di oltre 5 milioni programmati. Toglierne 420 mila non è un problema.

Vincolare la possibilità di vendere gli immobili occupati dalle associazioni all’eventualità che siano le associazioni stesse ad acquistarle.

Delibera di approvazione del piano delle alienazioni

Nulla.

 

Abbassare il prezzo di vendita del Mercato Coperto.

Piano delle alienazioni immobiliari

Teoricamente 150 mila euro. Ma in pratica l’emendamento serve a far guadagnare il Comune, poiché rende l’immobile più appetibile. Ora è quotato 1.300.000 Euro.

Non serve coprire la minore entrata, anzi, servirà efficienza e capacità per spendere l’importo che il Comune incasserà se “limiterà” un po’ le sue pretese.

Autorizzare la vendita in lotti separati del Mercato Coperto.

Delibera di approvazione del piano delle alienazioni

Nulla.

Nulla. La frazionabilità, invece, aiuterà a vendere più facilmente almeno parte dell’immobile, rimpinguado quindi le casse comunali.

Identificare la realizzazione del nuovo mattatoio comunale come priorità nell’impiego di somme ricavate da vendita di immobili.

Delibera di approvazione del piano delle alienazioni

Nulla. E’ una semplice priorità: i primi proventi delle vendite di immobili vanno usati per il nuovo mattatoio.

Non serve coprire la spesa. E’ una semplice priorità. L’impiego degli importi è già previsto.

Utilizzare strumenti finanziari, come i Fondi di Investimenti o le SGR, per valorizzare al meglio il patrimonio immobiliare del Comune.

Delibera di approvazione del piano delle alienazioni

Nulla. Anzi, in questo modo le somme previste come ricavi dalle vendite sarebbero effettivamente disponibili subito e non solo sulla carta.

Già Milano, Torino ed altri comuni hanno adottato questa strada.

Non servono soldi in più. L’azione si autofinanzia e immette denaro fresco nelle casse del Comune che così non dovrà “inventarsi”ciò che non è: una agenzia immobiliare.

Cancellazione dell’acquisto di pannelli fotovoltaici comunali.

Piano OO. PP. e Bilancio.

E’ un risparmio che si può impiegare per altre opere. I pannelli fotovoltaici per gli immobili comunali possono essere istallati a costo zero con un contratto di “global service” energetico.

E’ un risparmio di 630 mila euro.

Ampliamento dell’area artigianale.

Piano OO.PP.

130 mila euro.

Da un mutuo che si potrebbe accendere appositamente.

Esproprio della attuale sede ARPA di via Lamaccio per destinarla a edifici comunali.

Piano OO.PP.

600 mila euro.

Da un mutuo che si potrebbe accendere appositamente.

Maggiori stanziamenti per la sicurezza stradale.

Piano OO.PP

105 mila euro.

Dai soldi per il Parco Fluviale che può essere ristrutturato con altri fondi, provenienti da una apposita decisione unanime del Parlamento.

Ristrutturazione del Cinema Pacifico.

Piano OO.PP.

50 mila euro, che erano stati già previsti lo scorso anno grazie ad un emendamento del PD cui però non si è dato corso.

Da un mutuo, così come era previsto lo scorso anno.

Una piazza, un’area di socialità civica e una nuova strada per la frazione di Torrone.

Piano OO.PP.

280 mila euro.

Da un mutuo. Poi nel corso dell’anno ci saranno disponibili altre risorse assegnate dal Parlamento alla Provincia per la strada provinciale 52.

Opere di urbanizzazione per MAP e MUSP. Che sono a carico del Comune, mentre le strutture le da la Protezione Civile.

Piano OO.PP.

100 mila euro.

Da un mutuo. Anche se quest’investimento crea una minore spesa. Con l’istallazione dei MAP e dei MUSP il Comune non dovrà accollarsi le spese di alloggio degli “sfollati invisibili”.

Un nuovo mattatoio comunale, in una posizione strategica ed adeguato a tutte le norme igieniche e sanitarie. Una spinta per i nostri allevatori.

Piano OO.PP.

900 mila euro.

Proponiamo un mutuo di 400 mila euro e l’utilizzo di 500 mila euro che provengano dalla vendita di immobili. I primi disponibili.

Una nuova strada dall’area camper a dopo il “Borgo”, per decongestionare il traffico sul Ponte San Panfilo, l’incrocio di Via Lamaccio e la bretella di via Carso.

Piano OO. PP.

Un milione di euro.

Dalla vendita di immobili.

Migliorare il sottopassaggio di via Arabona e l’incrocio con Viale Europa. Ora è troppo pericoloso.

Piano OO.PP.

100 mila euro.

Dalle maggiori entrate per gli oneri di urbanizzazione che il Comune incasserà per il “piano casa”, le nuove norme tecniche del PRG, le modifiche alla legge regionale sul commercio e la lottizzazione di “Ponte La Pietra”.

Prevediamo almeno 500 mila euro, ma per prudenza proponiamo di spenderne solo 100.

Un circuito turistico tra i campanili della Città. Per farlo servono però interventi di miglioramento e riqualificazione.

Piano OO.PP.

100 mila euro.

Da un mutuo.

Uno studio sull’utilizzazione e le prospettive economiche dell’area artigianale e dell’indotto.

Bilancio.

8 mila euro.

Taglio alle spese del settore urbanistico.

Sostegno economico all’apertura di nuove attività economiche nella parte sud di Corso Ovidio.

Bilancio.

18 mila euro.

Taglio alle spese di manutenzione del Tribunale.

Costituzione di un fondo per aiutare i commercianti in difficoltà nella restituzione dei crediti a banche e finanziarie.

Bilancio.

90 mila euro.

Taglio al settore ambiente.

Costituzione di un fondo per le famiglie disagiate.

Bilancio.

10 mila euro.

Taglio al settore ambiente.

Più fondi per la protezione civile.

Bilancio.

45 mila euro.

Taglio alle spese del futuro PRG.

Cancellazione del taglio dei fondi all’Università.

Bilancio.

82 mila e seicento euro.

Taglio alle spese correnti per il funzionamento del Comune.

Più soldi per i non autosufficienti.

Bilancio.

34 mila euro.

Da un finanziamento regionale che non è stato introitato nel bilancio.

Aumentare il sostegno ai minori in difficoltà e alle loro famiglie.

Bilancio.

50 mila euro.

Taglio alle riserve.

Aumento dei contributi per le associazioni culturali.

Bilancio.

100 mila euro.

Da un finanziamento dello Stato che è stato aumentato.

Aumento della spesa nel sociale per i giovani.

Bilancio

50 mila euro.

Da un finanziamento dello Stato che è aumentato.

Liquidare i contributi alle piccole imprese finanziate nel 2005/2006.

Bilancio

123 mila e cinquecento euro.

Da una maggiore entrata per contributo ordinario dello Stato.

Aumentare i fondi per le scuole elementari.

Bilancio.

43 mila e seicento euro.

Dalla dilazione del pagamento dei debiti fuori bilancio.

Acquisto del “Tutor” da posizionare in viale Stazione Centrale.

Bilancio.

43mila euro.

Da un taglio agli acquisti di arredi per l’ufficio di gabinetto e di staff del Sindaco.

Sostegno all’asilo “Regina Margherita”.

Bilancio.

10 mila euro.

Proponiamo che le confraternite paghino al comune un canone annuale per usufruire del porta feretri, quando la tumulazione deve avvenire nei loculi di loro proprietà.

Sostegno all’asilo “Regina Margherita”.

Bilancio.

10 mila euro.

Da un taglio al fondo di riserva.

Ripristino del contributo alla Giostra Cavalleresca.

Bilancio.

12 mila euro.

Dall’acquisto di beni di consumo per gli uffici comunali.

Esenzione TARSU per i commercianti del centro storico.

Bilancio.

160 mila euro.

Da vari tagli alla spesa corrente.

Aumento delle fasce di “minimo vitale” e “disagio” al di sotto delle quali i cittadini hanno accesso gratuito o agevolato ai servizi sociali.

Attualmente sono circa 5 mila e 8 mila. Proponiamo di portarle a 8 mila e 17 mila.

Biancio.

270 mila euro.

Da maggiori entrate ICI (piano casa etc…), parcheggi (visita Papa, Giostra e ritorno a regime normale dopo terremoto) e Farmacia (circa 200 mila euro).

Dallo spostamento a settembre delle nuove assunzioni di personale comunale.

 

EVENTI E PRIVATI, BASTA FAR WEST.

Diario 10/2/2009

Oggi ho depositato la proposta di delibera, firmata da me e dai colleghi Manasseri, Di Benedetto, Ranalli e Santilli, che metterebbe fine al Far West nel rapporto tra pubblico e privato durante le manifestazioni e gli eventi organizzati dal Comune di Sulmona. Serve più trasparenza, più concorrenza, più libertà d'impresa. Con questa delibera è possibile. Non a caso è partita, con l'impegno dei giovani del PD, una petizione per sostenerla.


LA PETIZIONE

I sottoscritti cittadini di Sulmona, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 18 dello Statuto della Città di Sulmona, fanno istanza a che il Sindaco sottoponga a deliberazione del Consiglio Comunale la proposta di deliberazione allegata alla presente petizione, che si dichiara di condividere e sostenere.

La proposta è finalizzata alla regolamentazione delle attività lucrative, svolte in ambito di manifestazioni pubbliche o –comunque- finanziate dal Comune. L’intento è quello di colmare un vuoto normativo che causa problemi, incomprensioni ed equivoci ogni volta che il Comune di Sulmona organizza o finanzia una manifestazione: non c’è infatti una procedura chiara per capire chi, e a quali condizioni, può svolgere –in queste occasioni- la propria attività di impresa, il cui diritto di esercizio è garantito dalla Costituzione.

Questa indeterminatezza causa spiacevoli fraintendimenti tra esercenti ed Amministrazione Comunale ovvero con gli organizzatori delle manifestazioni finanziate con risorse economiche pubbliche, poiché non viene ad oggi garantita una parità di condizione per poter svolgere i servizi riportati nel primo articolo della delibera.

Riteniamo che all’incertezza debba essere messa la parola fine, anche per scongiurare il sospetto di favoritismi e parzialità che spesso aleggia su queste situazioni e che noi riteniamo il male peggiore che possa affliggere la nostra comunità.

Come cittadini chiediamo che ci siano pari occasioni per tutti e regole chiare e codificate per svolgere le attività imprenditoriali che impreziosiscono –con il servizio che rendono- la qualità delle manifestazioni che Sulmona offre a se stessa e al sistema del turismo e dell’accoglienza del nostro comprensorio.

I principi su cui si basa la proposta sono pochi e chiari:

  1. Le attività a fine di lucro nelle manifestazioni pubbliche devono essere sempre consentite e considerate come un valore aggiunto.
  2. Per scegliere chi possa esercitarle ci deve essere sempre una procedura di evidenza pubblica per stipulare una apposita convenzione.
  3. Tutte le procedure devono essere alla luce del sole e pubblicizzate adeguatamente, per consentire al massimo la libera concorrenza, che aumenta anche la qualità dei servizi offerti.
  4. Tempi chiari e definiti “a priori” per espletare queste procedure, dando a tutti il tempo di organizzarsi per potersi proporre.
  5. La convenzione deve prevedere che gli esercenti autorizzati paghino una “una tantum” per svolgere la loro attività imprenditoriale, poiché si agevolano di un pubblico di potenziali clienti che viene attratto grazie all’esborso finanziario del Comune e, quindi, di soldi pubblici: è giusto che chi trae un guadagno economico ne riversi una piccola parte a vantaggio della comunità.
  6. Devono esserci criteri di priorità per gli esercizi in base alla vicinanza con il luogo dove si svolge la manifestazione, per i giovani imprenditori, per le attività che hanno finalità sociale e/o di beneficenza.
  7. Devono esserci controlli seri e rigorosi.
  8. Tutti i soldi che il Comune incassa dalle convenzioni devono essere reinvestiti in altre manifestazioni e per lo sviluppo del turismo e della cultura.
  9. La gestione di queste attività deve essere pubblica, trasparente e conoscibile a tutti.

Per queste ragioni, chiediamo che la proposta sia al più presto valutata dai competenti organismi, anche attraverso delle audizioni specifiche dei soggetti interessati (esercenti, associazioni culturali, associazioni di consumatori) e che – dopo eventuali modifiche e perfezionamenti – portata all’approvazione del Consiglio Comunale.

LA PROPOSTA

PROPOSTA DI DELIBERA DI INIZIATIVA CONSILIARE

PREMESSO CHE

- nell’ambito delle manifestazioni culturali, sportive, ricreative e sociali che si tengono nel territorio del comune, vengono sovente esercitate da parte di privati di attività commerciali e/o a fine di lucro;

- che tali attività contribuiscono all’arricchimento dei servizi e alla buona riuscita della manifestazione;

- che il Comune di Sulmona intende promuovere e regolamentare l’esercizio di tali attività secondo i principi della pari opportunità di accesso, della trasparenza, della sana concorrenza e del libero mercato;

IL CONSIGLIO COMUNALE,

vista la potestà regolamentare ad esso riconosciuta dal D.Lgs. 267/2000

DELIBERA

- di adottare il presente

“Regolamento per l’esercizio da parte di privati di attività commerciali e/o a fine di lucro, nell’ambito di manifestazioni promosse, finanziate e/o patrocinate dal Comune di Sulmona.”

Art.1

Il presente regolamento disciplina l’esercizio da parte di privati di attività commerciali e/o a fine di lucro.

In particolare sono considerate nelle attività di cui sopra:

a) la somministrazione di bevande e alimenti;

b) la vendita di gadget, souvenir, o altro materiale ad esso assimilabile;

c) lo svolgimento di attività di audio/foto/cine registrazione finalizzata alla commercializzazione dei materiali in oggetto;

d) lo svolgimento di attività di attrazione ed intrattenimento.

Art.2

E’ assoggettato alle norme del presente regolamento l’esercizio delle attività di cui all’Art. 1 comma 2, da parte di privati nell’ambito delle seguenti tipologie di manifestazioni:

a) manifestazioni organizzate dal Comune di Sulmona;

b) manifestazioni organizzate dal Comune di Sulmona, nel territorio del Comune, anche in partnership con altri soggetti;

c) manifestazioni organizzate da privati, con il patrocinio del Comune di Sulmona ovvero della Presidenza del Consiglio Comunale di Sulmona, che prevedano l’utilizzo gratuito di uno spazio ovvero di un immobile di proprietà del Comune di Sulmona;

d) manifestazione organizzate da privati, ovunque esse si svolgano, che abbiano ricevuto un contributo da parte del Comune di Sulmona superiore a cinquemila euro.

Art.3

Il Comune di Sulmona, nell’ambito delle manifestazioni di cui alle lettere a) e b) può autorizzare privati (singoli cittadini, ditte individuali, società di persone, società di capitali, onlus, associazioni) a svolgere le attività di cui all’art. 1 comma 2, solo attraverso un rapporto di convenzione.

La convenzione è a titolo oneroso per il soggetto privato ed è stipulata a valle di una procedura ad evidenza pubblica.

L’esercizio delle attività deve avvenire senza ulteriori oneri per l’Amministrazione Comunale, in particolare in relazione all’utilizzo –da parte degli esercenti- dell’energia elettrica, che –eventualmente- può essere attinta da utenze comunali esclusivamente a fronte di un rimborso a carico dell’esercente/utente.

Resta impregiudicato il diritto del Comune a pretendere, in ogni caso, dai soggetti convenzionati, il pagamento della TOSAP, qualora se ne ravvisassero le condizioni.

Art.4

Per ciascuna manifestazione di cui all’Articolo 2 lettere a) e b), la Giunta Municipale stabilisce il numero massimo di concessioni stipulabili, fissando la una tantum che il soggetto privato dovrà corrispondere per ottenere la convenzione.

Tale una tantum dovrà tenere conto del guadagno presumibile da parte del soggetto privato, e dovrà essere differenziata per ciascuna delle attività previste.

La Ripartizione Attività produttive dovrà quindi procedere alla pubblicazione di un bando tramite avviso pubblico, che dovrà essere pubblicato anche sulle pagine locali di almeno due quotidiani a tiratura regionale, nonché darne comunicazione attraverso il sito internet del comune e attraverso le televisioni ed i siti di informazione online.

Art.5

Il bando dovrà attenersi sempre e comunque ai seguenti principi generali:

a) essere pubblicato con almeno quindici giorni di anticipo rispetto alla scadenza del termine fissato per la presentazione delle domande di convenzione;

b) prevedere un termine per la perfezione della procedura che sia antecedente di almeno quindici giorni alla data della manifestazione per la quale si intende stipulare il rapporto di convenzione;

c) prevedere una pluralità di concessioni stipulabili per la medesima attività;

d) prevedere che, qualora le domande siano superiori alle concessioni effettivamente stipulabili, tutti i soggetti privati risultati idonei all’esercizio dell’attività relativa alla convenzione in oggetto vengano invitati ad un’asta all’offerta economicamente più vantaggiosa, fatti salvi i criteri di priorità di cui al comma successivo;

e) prevedere, nell’ambito della valutazione delle domande, sistemi di premialità e di priorità per gli esercizi aventi sede operativa viciniore al luogo della manifestazione, per soggetti i cui soci e/o amministratori e/o gestori abbiano un’età inferiore ai 35 anni, per i soggetti che forniscano beni e/o servizi che siano di documentata provenienza del territorio peligno;

f) prevedere condizioni di rotazione ed alternanza per l’accesso alla stipula della convenzione.

Art.6

I soggetti privati che organizzano manifestazioni rientranti nelle condizioni di beneficio di cui all’Articolo 2 lettera c) e d) devono garantire e documentare che per autorizzare l’esercizio delle attività di cui all’Articolo 1 comma 2, venga svolta una procedura di evidenza pubblica che rispetti espressamente i tempi, la pubblicità e i principi generali previsti agli Art.4 e 5, pena la revoca immediata della concessione gratuita dello spazio o dell’immobile di proprietà comunale e/o del contributo economico.

In caso di inadeguatezza organizzativa all’espletamento della procedura di evidenza pubblica, i soggetti privati di cui al comma precedente possono avvalersi della Ripartizione Attività Produttive del Comune di Sulmona, al fine di espletare la procedura.

Art.7

La Giunta Municipale può stabilire di volta in volta, esenzioni ed agevolazioni per le seguenti categorie di esercenti:

- organizzazioni non lucrative di utilità sociale, che documentino come finalità dell’esercizio commerciale e/o lucrativo il finanziamento di attività sociale;

- attività imprenditoriali promosse da giovani al di sotto dei 35 anni, residenti nel Comune di Sulmona;

- attività imprenditoriali promosse da soggetti licenziati, in mobilità e/o in cassa integrazione guadagni a causa di crisi aziendali che abbiano interessato attività produttive site nel Comune di Sulmona;

- cooperative sociali;

- privati di qualsiasi natura che documentino come finalità dell’esercizio commerciale e/o lucrativo il finanziamento di azioni di assistenza e/o beneficenza.

Art.8

La Ripartizione Attività Produttive è delegata all’attuazione del presente regolamento ed in particolare:

- alla redazione di una programmazione annuale, di concerto con la Ripartizione Cultura, delle manifestazioni cui si estende la presente normativa regolamentare;

- alla predisposizione di una modulistica standard;

- all’informazione agli esercenti ed alle associazioni di categoria.

Art.9

L’esercizio non autorizzato di attività di cui all’Art. 1 comma 2 durante le manifestazioni di cui all’Articolo 2, è considerato abusivo ed è punito con la sanzione amministrativa da 500 a 5.000 Euro a carico dell’esercente, con l’immediato sequestro di aree, beni e suppellettili e/o con l’esclusione –fino a tre anni- dalla partecipazione alle procedure di evidenza pubblica bandite in forza del presente regolamento.

La mancata vigilanza da parte dei privati organizzatori, di manifestazioni di cui all’Art. 2 lettere c) e d) è punita con la sanzione da 1.000 a 10.000 Euro, con l’immediata revoca del beneficio goduto e/o con l’esclusione –fino a tre anni- dall’erogazione di contributi comunali ovvero dalla possibilità di ottenere il patrocinio dell’amministrazione comunale con l’uso gratuito di immobili o spazi di proprietà comunale.

Art.10

La Polizia Municipale è incaricata della vigilanza sul rispetto delle norme del presente regolamento nonché degli atti amministrativi adottati in forza ed in attuazione del presente regolamento.

Art.11

Tutti i proventi dalle una tantum, nonché dalle sanzioni amministrative di cui all’Articolo 9, devono essere destinati dal Comune di Sulmona, esclusivamente al finanziamento di:

a) attività culturali, sportive e ricreative;

b) attività e azioni di promozione turistica della Città;

c) attività ed azioni di sostegno all’imprenditoria giovanile nei settori del turismo, della cultura, dell’accoglienza e marketing territoriale;

d) attività di formazione professionale, scolastica o universitaria in materia di turismo, cultura, accoglienza e marketing territoriale.

Art. 12

Al termine di ogni anno solare, nella prima seduta utile, l’assessore al Bilancio svolge una relazione al Consiglio Comunale sull’attuazione del presente regolamento.

In particolare, la relazione deve specificare:

a) il numero di manifestazioni di cui all’articolo 2 lettera a) e b) che sono state assoggettate al presente regolamento, elencandole puntualmente;

b) il numero di manifestazioni di cui all’articolo 2 lettera c) e d) che sono state assoggettate al presente regolamento, elencandole puntualmente;

c) il numero di procedure di evidenza pubblica svolte dall’Amministrazione in relazione alle manifestazioni di cui all’articolo 2 lettera a) e b), specificando il numero di domande di convenzione stipulate, il numero delle domande soddisfatte e le entrate relative alle una tantum, comprese i rimborsi dovuti ai sensi dell’articolo 3;

d) i risultati dei controlli sulle manifestazioni di cui all’articolo 2 lettera c) e d);

e) l’ammontare di eventuali sanzioni elevate in applicazione dell’articolo 9;

f) la destinazione dei proventi per le casse comunali derivanti dall’applicazione del presente regolamento, nonché la puntualizzazione che essa sia avvenuta in conformità con l’articolo 11.

Il Consiglio Comunale con un unico provvedimento, approva la relazione nel suo insieme e –con il metodo della votazione per parti- l’espressa approvazione della parte della relazione di cui alla lettera f) certificando la rispondenza della medesima con il disposto all’articolo 11.

Art. 13

Tutte le disposizioni in contrasto con il presente regolamento, contenuti in atti aventi forza di delibera, sono abrogate.

La Segreteria Generale è delegata ad effettuare il coordinamento testuale dei testi deliberativi o regolamentare da abrogare.


IANNAMORELLI
MANASSERI
DI BENEDETTO
RANALLI
SANTILLI

Non si possono negare le cure primarie agli immigrati irregolari.

Diario 7/12/2008

 

Curare gli indigenti, soprattutto i bambini, è un dovere deontologico per tutti i medici, ma è un imperativo etico per un paese civile.
Non cancelliamo con un decreto un diritto costituzionale

…." chi di questi ti sembra stato il prossimo di colui che fu ferito dai briganti ?"
Quello rispose "chi ha avuto compassione e si è preso cura di lui"
ed Egli disse "va e fa anche tu lo stesso"
(Vangelo secondo Luca)

Appello promosso dalla Segreteria Provinciale FIMP
( Federazione Italiana Medici Pediatri ) di Modena


 

L'art. 32 della Costituzione Italiana sancisce come diritto fondamentale dell'individuo il diritto alla tutela della salute e garantisce agli indigenti il diritto alle cure gratuite, anche nell'interesse della collettività.

Il DL 286/ 98 all'art. 35 prevede la gratuità delle cure urgenti ed essenziali anche agli stranieri non iscritti al SSN, privi di permesso di soggiorno, e privi di risorse economiche e non prevede nessuna segnalazione, salvo i casi di obbligatorietà di referto, come per i cittadini italiani.


 

La Lega Nord - Padania ha presentato attraverso 5 Senatori un emendamento che prevede l'abrogazione del comma 5 dell'art. 35 e abolisce la gratuità della prestazione urgente ed essenziale agli stranieri non iscritti al SSN e privi di risorse economiche, e propone inoltre l'obbligo per le autorità sanitarie di segnalarli all'autorità competente.


 

I Pediatri di libera scelta aderenti alla FIMP ( Federazione Italiana Medici Pediatri ) operanti nel SSN, sottoscrittori di questo appello,
ritengono gravissimo tale emendamento che finirebbe per respingere in sacche di esclusione la popolazione più indigente e ne richiedono il ritiro :
esso non è soltanto la negazione di un diritto costituzionalmente sancito, ma costituisce anche un pericolo per la tutela della salute della collettività, per la mancata cura di patologie anche gravi, con conseguente rischio di diffusione e rappresenta inoltre un pericoloso passo legislativo verso l'abolizione del diritto alla cura.


 

Ritengono inoltre che la segnalazione all'autorità competente di un paziente indigente sia in aperto contrasto con il codice etico ordinistico al quale i medici debbono attenersi e di cui affermano il primato.


 

Denunciano con preoccupazione che tale emendamento priverà della assistenza sanitaria essenziale migliaia di bambini divenuti "per Decreto invisibili e senza diritti" in totale contrasto con la Convezione ONU sui diritti del fanciullo e richiedono che lo Stato Italiano firmatario con
L. 176/91 della Convenzione ONU di New York del 20.11. 1989 sui diritti del fanciullo garantisca ad ogni minore straniero il pieno diritto di usufruire delle prestazioni mediche pediatriche a prescindere dalla regolarità del soggiorno.


 

Richiedono quindi a tutti i colleghi Pediatri, a tutti i Medici, agli Operatori Sanitari e a tutti i Cittadini Italiani ai quali stanno a cuore i fondamenti dello stato sociale e la solidarietà di sottoscrivere questo appello.

FIRMA QUI ----------------------------------------------------------> http://appelli.arcoiris.tv/salute


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Fate come noi.

Diario 23/11/2008

Cari socialisti francesi,
quello che avete "combinato" negli ultimi anni è indice del perchè un certo modo di intendere la parola "sinistra", comporti come effetto collaterale -ma concreto e sostanziale- il governo stabile e sicuro delle destre. 
Rinchiudervi in una visione della società che è imprigionata negli schemi dell'occidente ai tempi del secolo breve, rassegnarvi al frazionismo identitario, delimitare ogni volta il confine della paura dell'altro e non l'orizzonte del domani possibile, vi condanndano alla sconfitta perenne.
Non solo ad una sconfitta elettorale, che sarebbe comunque rimediabile, curabile -vorrei dire- con il tempo ed il declino naturale delle classi dirigenti, che nelle democrazie mature come la vostra collimano con la cosinusoide dell'alternanza di governo.
La vostra, cari amici socialisti francesi, è una sconfitta strutturale. Vi rivolgete a una Francia e ad una Europa che non esistono più. Fornite risposte uguali, ripetitive e stantìe a domande varie, molteplici e diverse. 
Vi concedete il lusso di una operazione di palazzo, come quella dell'elezione del nuovo segretario del partito, e perdete il senso dei luoghi della politica.
Noi, con mille difficoltà, decidiamo di aspettarvi là. Dove s'incrociano ansie, passioni ed aspirazioni di una società che non cerca nelle risposte della destra la soluzioni del proprio vivere complesso. Ma che non le trova in una alternativa ideologica, incrostata, vecchia.
Fate come noi, fate il partito democratico. Lasciate nel museo delle cere chi vuole starci, chi si sente tranquillo, protetto, perdente e felice, felice di perdere.
Cercate il diaologo non con pezzi di ceto politico, ma con la Francia vera. Con l'Europa che vive e che guarda gli stati uniti cercando una speranza nuova per il vecchio continente. Rompete gli schemi, con quel poco di coraggio che basta per provare a rispondere alla domanda di domani.
Altrimenti, perdonate la franchezza, semplicemente, non vincerete. Mai.

Non mancate...

Diario 19/11/2008

 
Mercoledì 19 novembre alle ore 19:00
Sala consiliare del Comune di Sulmona
incontro pubblico
"La Scuola e il territorio"
interverranno
l'On. Giuseppe Fioroni
e il candidato al Consiglio della Regione Abruzzo
Antonio Carrara.


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SULMONA E LE FORZE ARMATE / le proposte del Partito Democratico.

Diario 4/11/2008

In questo schema riassuntivo, le proposte che il PD di Sulmona ha presentato oggi, per il futuro del rapporto tra la nostra Città e le FORZE ARMATE. Di seguito troverete anche la scheda illustrativa del progetto "Città della Acqui"

Struttura

Idea progettuale

Caserma Cesare Battisti

E’ lo strumento che possiamo utilizzare per MANTENERE LA PRESENZA DEI MILITARI NELLA NOSTRA CITTA’. Infatti, la “Cesare Battisti” rappresenta un valore non indifferente sotto il profilo economico e finanziario. Attraverso un ACCORDO DI PROGRAMMA e/o attivando una FINANZA DI PROGETTO è possibile mettere a frutto l’immobile per determinare la costruzione di una NUOVA CASERMA, adatta alle esigenze delle FF.AA., compatibile con l’accesso all’Esercito delle donne e con le nuove esigenze tattiche, strategiche e logistiche delle nostre FF.AA.

La villa comunale antistante la “Cesare Battisti”, proponiamo sia intitolata “Villa Acqui – il giardino della memoria”, e che nella villa sia costruito un percorso didattico che illustri, mediante paline foto illustrate, la vita della Divisione / Brigata / Reggimento Acqui e, attraverso essa, l’evoluzione della storia moderna e contemporanea dell’Italia.

Caserma Pace

Proponiamo che lo stabile sia destinato alla realizzazione della proposta “Città della Acqui”, e ad altre attività di tipo ricettivo / comunicativo e turistico.

Caserma De Amicis

Proponiamo divenga la sede del Polo Universitario, nonché del Centro di Alta Formazione della Regione Abruzzo. Anche per poter concretizzare la volontà di Federsanità – ANCI di sviluppare, insieme con in Centro, una scuola nazionale di management sanitario da collocare a Sulmona.



“CITTA’ DELLA ACQUI”

Storia in Comune dell’Italia moderna.

Premessa

L’idea è quella di mettere in rete tutte le città che in qualche modo sono coinvolte con la storia della Divisione “Acqui”, dal momento della sua fondazione fino ad oggi.

Attraverso questa cooperazione, si intende perseguire la ricostruzione di un percorso storico che va dall’Unità d’Italia, fino al ruolo del nostro Paese negli odierni contesti internazionali, passando per la guerra di liberazione dal nazifascismo, che ha avuto nella Divisione Acqui uno degli attori principali.

Un elemento cardine, che consente di utilizzare la vicenda storica della “Acqui”, per ricostruire dorsale di storia dell’Italia era la sua composizione geografica. Con le mostrine della “Acqui” infatti, hanno prestato servizio soldati provenienti da tutta Italia, in grandissima maggioranza persone umili e di basso ceto, con una scarsa alfabetizzazione ma con un grande cuore nazionale e un senso di appartenenza che gli ha consentito inimmaginabili atti di eroismo.

Per questo la storia della “Acqui”, dalla redenzione di Trento all’eccidio di Cefalonia, fino ai “Vespri Siciliani” è un pezzo di storia del Paese, una storia che risponde all’invito di Cesare Balbo: “Fatta l’Italia, occorre fare gli italiani”.

Storia della Acqui

Costituita come Brigata "Acqui" il 25 ottobre 1831 su due reggimenti, 1° e 2° di fanteria, che vengono rinumerati 17° e 18° nel 1839, trae le sue origini dalla Brigata Alessandria del 1815 su due battaglioni, uno dei quali è erede del Reggimento Desportes costituito nel 1703.

Sciolta nel 1871 si ricostituisce il 2 gennaio 1881.

Combatte nella Prima Guerra Mondiale sul basso Isonzo e Monfalcone concludendo la guerra a Trento.
Sciolta il 15 ottobre del 1926 cede i suoi reggimenti alle brigate XIV e XI.
Si ricostituisce nell'agosto 1939 come Divisione di fanteria "Acqui" (33^) con i reggimenti 17° e 18° di fanteria e 33° di artiglieria. Nel 1940 si inserisce nell'organico la 18^ Legione d'assalto Camicie Nere e nel 1941 anche il 317° reggimento.

Dislocata prima in Piemonte poi in Albania e quindi nelle isole greche dello Jonio, la divisione subisce perdite enormi nei combattimenti seguiti all'armistizio.
Al Comandante Generale Antonio Gandin ed ai suoi reggimenti verrà assegnata la Medaglia d'Oro al Valor Militare.

Ricostituita il 1° ottobre 1975 con reparti preesistenti ed il concorso della Divisione "Granatieri di Sardegna" anch'essa in via di riordinamento, inquadra i battaglioni di fanteria 17° "San Martino", 57° "Abruzzi", 130° "Perugia", il 9° corazzato "M.O. Butera", il 48° gruppo artiglieria da campagna "Taro", il battaglione logistico "Acqui" il Reparto comando ed unità minori.
La Brigata fornisce la struttura portante per la Forza di Pronto Intervento per le pubbliche calamità (Fo.Pi.) e, dal 1° Aprile 1991 le funzioni di 10° Comando Operativo Territoriale per l'Abruzzo.

Il 1° ottobre 1991 una breve cerimonia voluta dal comandante Generale Alfonso Pessolano segna il passaggio della Brigata da Motorizzata a Meccanizzata. L'unità nella nuova veste perde il 57° "Abruzzi" ed il 9° "M.O. Butera"; inquadra il 123° "Chieti".

Assunto l'ordinamento reggimentale inquadra i reggimenti 17° "Acqui" e 130° "Perugia" di fanteria ed il 48° d'artiglieria semovente "Taro". Impegnata a più riprese nell'Operazione "Vespri Siciliani" la Brigata viene soppressa il 30 giugno 1996.

Si ricostituisce nel 2002 in seno al 2° Fod come Comando di Divisione.

Il progetto.

Il progetto “Città della Acqui” deve partire con traguardi ambiziosi, muovendosi però per step. Il momento di partenza e di “lancio dell’iniziativa” potrebbe essere quello della intitolazione della Villa Comunale di Porta Napoli al 17° Reggimento Fanteria, di stanza a Sulmona per diversi anni ed inquadrato proprio nella “Acqui”. In questo modo si raccoglierebbe la proposta in tal senso del Gen. Italo Giammarco.

Nella Villa Comunale potrebbero essere disposte delle “paline” che in un percorso ideale descrivano, in maniera facile ed accattivante, la storia d’Italia attraverso le imprese della “Acqui”.

Parallelamente, è necessario iniziare a contattare le città che possono essere interessate al progetto. I criteri di coinvolgimento saranno i seguenti:

Città che ospitano o hanno ospitato unità militari che afferivano alla “Acqui”, nelle sue diverse strutturazioni vissute nel corso della Storia. (Sulmona, L’Aquila, Sassari, S.Giorgio a Cremano etc…)

Città che per ragioni storiche siano legate a eventi di cui è stata protagonista la “Acqui” nel corso degli anni. (Brindisi, Trento, Monfalcone, Palermo)

Città che hanno almeno un caduto sotto le insegne della “Acqui” (ad esempio Avezzano, città del Generale Gandin).

Ovviamente è fondamentale il coinvolgimento di Città estere, ad esempio delle municipalità delle isole greche occupate dalla “Acqui” al momento dell’8 settembre 1943.

Oltre alle Città, è indispensabile sviluppare una partenrship con enti e strutture di altra natura, di tipo pubblico e privato.

L’Anci Abruzzo, per bocca del suo presidente Antonio Centi, ha già fornito disponibilità ad appoggiare il progetto.

Per quanto riguarda il coinvolgimento delle città estere, con particolare riguardo alle municipalità delle isole greche, è necessario il coinvolgimento dell’AICCRE (associazione italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa).

Diverse associazioni sono coinvolgibili nel progetto, ad iniziare dall’Associazione Acqui, che raccoglie i reduci e i parenti dei caduti e all’associazione Freedom Trail – Sentiero della Libertà.

L’iniziativa potrebbe anche essere sottoposta alla Presidenza della Repubblica.

La “casa della Acqui”.

Sulmona potrebbe essere il centro del progetto, utilizzando una delle strutture militari dismesse dove far nascere un centro informativo museale e multimediale dedicato alla “Acqui”.

Nell’ex struttura militare potrebbe avere vita un vero e proprio “campus” storico didattico, in grado di offrire anche ospitalità residenziale per gruppi di turisti e studenti, riadattando le camerate destinate alle truppe.

“Città della Acqui” dovrebbe raccogliere la disponibilità di player importanti della comunicazione (Rai, History Channel, Istituto Luce) per realizzare una vera e propria mediateca assistita, che produca documentari e sviluppi attività convegnistiche ed informative a carattere innovativo.

Gli aspetti tecnici.

“Città della Acqui” è un progetto costruito dall’ANCI e dall’ AICCRE, che vede come promotore e capofila il Comune di Sulmona.

Il Comune di Sulmona delibera l’inizio del progetto e stipula un protocollo d’intesa con ANCI e AICCRE. Nel protocollo viene anche istituito un comitato promotore, composto da rappresentanti dei firmatari e un “comitato d’onore” in cui vengono inserite personalità nazionali e internazionali capaci di dare lustro ed impulso mediatico all’iniziativa.

Entro la fine dell’anno i firmatari del protocollo d’intesa sviluppano contatti volti ad ottenere la partenrship dell’Esercito Italiano.

Nel protocollo si fissano i criteri d’ammissione dei soci e la data limite di partenza dell’iniziativa, che potrebbe essere fissata nel Settembre del 2009, in occasione del 66° anniversario dell’eccidio di Cefalonia.

I firmatari del protocollo costituiscono un’associazione ed iniziano una campagna di sensibilizzazione volta ad ottenere adesioni che, sul piano formale si realizzano come l’ingresso come soci dell’associazione.

I costi

I costi di “Città della Acqui” vengono coperti attraverso le quote di partecipazione dei soci, attraverso finanziamenti di enti pubblici e privati, nonché con finanziamenti specifici dedicati ad iniziative di cooperazione culturale internazionale.

Per la fase iniziale del progetto, il Comune di Sulmona stanzia la somma di 50.000 Euro, che verrà destinata alle azioni di costituzione, pubblicità e marketing di “Città della Acqui”.

Il Comune di Sulmona mette anche a disposizione le strutture per la segreteria e la direzione del comitato promotore.

Da una goccia di troppo germogliano democratici disobbedienti

Diario 1/11/2008

di

 
Miei cari amici,
in una tarda mattinata sabatina, greve di nero umore d'amarezza, per l'insipienza con cui la classe non dirigente del nostro partito ha messo mano alla questione delle candidature con cui avremmo dovuto esprimere la ripartenza del PD dopo la tragedia del 14 luglio, per la consapevlezza di candidare una lista di familiari e di famigli cui non affideremmo la nostra rappresentanza in una bocciofila, figuriamoci presso il Consiglio Regionale dell'Abruzzo, ecco che in siffatto spleen giunge come goccia fatale un sms dal numero +923028267026 (ore 11.16 del 1 novembre 2008)

"su proposta del PD naz e reg ho accettato di essere capolista (prov.PE). Ho bisogno del tuo aiuto per continuare a cambiare e moralizzare l'Abruzzo. EnrPaolini"

La misura è colma. Questo personaggio, privo forse anche del suo voto personale, che da anni occupa posizioni di vertice politico in ragione di amicizie e di complicità, che ha dato pessima prova di sé nella vice presidenza della Regione, che ha tenuto all'oscuro noi tutti delle anomalie e dei reati che egli sostiene di aver ravvisato nella conduzione della sanità regionale, esponendoci così al 14 luglio come a una bomba che esploda in tempo di pace, questo personaggio annuncia al mondo di aver accettato di essere capolista. Capolista. Non dice di essersi candidato, così come hanno fatto tutti gli altri.
No, egli ci significa che graziosamente s'è degnato di aderire alle sollecitazioni che gli provenivano dai vertici nazionali e regionali del partito (e chi saranno simili imbecilli?) acché egli si degnasse di guidare la lista del nostro partito, che forse altrimenti sarebbe stata orba di tanto ingegno, il quale ci chiede niente meno di aiutarlo a cambiare e a moralizzare l'Abruzzo.

Cari amici, io dico basta.

L'Abruzzo si cambia e si moralizza se gli abruzzesi, a partire dai loro vertici, vivono del loro lavoro e spendono le loro professionalità per lo sviluppo di tutti.
Questa considerazione tanto ovvia si esprime solo per una ragione. Per evidenziare che Enrico Paolini è il contrario di quello di cui abbiamo bisogno. E lo stesso temo si possa dire degli altri 7 che egli guiderà nella competizione elettorale.

Di fronte a tanto sfacelo, di fronte a tanta miseria io penso che sia possibile ripetere le parole tanto abusate di Don Milani: l'obbedienza non è più una virtù.

Ed oggi come mai io mi sento un democratico disobbediente.



Sorpresa e responsabilità.

Diario 20/10/2008

Non se lo aspettava nessuno. Ma le primarie ormai ci hanno insegnato che la sorpresa è la norma. Nessuno si aspettava che cinquantanovemila abruzzesi avrebbero votato, e che a Sulmona a fare la fila ai tre seggi di Piazza Garibaldi e a quello dell'ex scuola della Badia, sarebbero stati in mille e quattrocento.
Nessuno si aspettava che il nostro candidato, Bruno Di Masci, avrebbe perso. E che il divario sarebbe stato di oltre mille voti. Se me l'avessero detto, un minuto prima di iniziare lo scrutinio, mi sarei messo a ridere. Ma tant'è stato. Un'affluenza incredibile, per un risultato altrettanto incredibile.
Certo, l'area che dalla Margherita è confluita nel PD, nella Valle Peligna e nell'Alto Sangro ha pagato la disorganizzazione, operativa e politica. Antonio Verini, lasciando il partito alla vigilia delle primarie del 14 Ottobre 2007, ha lasciato uno scenario post bellico. Fratture, personalizzazione della politica, alienazione dal popolo, questo ha lasciato "Verini Antonio", come l'ha sempre chiamato Bruno, nei suoi momenti migliori.
E i risultati si sono visti. Abbiamo pagato anche altri fattori, le scorie della contrapposizione Ginoble - D'Alfonso e i postumi delle elezioni comunali della primavera scorsa.
Nel momento in cui scrivo posso solo immaginare la rabbia e l'amarezza di Bruno. E di Alessio, suo figlio, che ha dimostrato in questi giorni una grande capacità politica, organizzativa e di leadership.
Alessio sarà molto utile ai democratici della nostra regione, nei prossimi anni. Per questo è importante che non si deprima. Che sappia reagire insieme a tutti noi a questa sconfitta.
Perchè se il PD fa rima con DS, perderemo non la battaglia, ma la guerra.
Per parte mia voglio ringraziare tutti gli amici che mi hanno aiutato a dare una mano a Bruno: tutti gli amici di Sulmona, Mario di Pacentro, Mario di Gagliano, Geremia di Vittorito, Amedeo di Scanno, Pasquale, Giampaolo, Tito a Villalago, Vittorio ad Alfedena, Leonardo e Giovanni a Campo di Giove, Gelso a Pratola, Enrico a Roccacasale, Alberto a Raiano, Raimondo a Corfinio.
La mia amarezza, grande, è che la lista del PD in provincia di L'Aquila non vedrà in campo nessun esponente di "Quarta Fase". Nessuno che abbia conosciuto i tempi bui della spaccatura del Ppi, e della costruzione della Margherita fin dai primi passi, compiuti nella solitudine e nello scetticismo generale.
Antonio Carrara, che si è giovato di tanti voti dati non "per" ma "contro", ha pochissimo tempo per recuperare la coesione e la compattezza del Partito. Ha vinto, ma rischia di essere un novello Pirro, se non saprà liberarsi da alcune faziosità pruriginose che ho notato questa sera nella sede di Corso Ovidio.
La sua strada è in salita, ma ha certamente il carattere e la laicità culturale necessaria a compiere l'impresa. Duemila e cinquecento cittadini di questo territorio disperato l'hanno scelto come "condottiero". Ora sta a lui, sfruttare condizioni di favore politico che, insieme a Michele Fina, abbiamo realizzato a vantaggio di chiunque avesse vinto questa battaglia.
Ora sta a lui.


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Che fine ha fatto Rete5 ?

Diario 14/10/2008

Da quialche anno Sulmona si è arricchita di un nuovo media. Rete5, realizzato con grande buona volontà da un gruppo di giovani e coraggiosi imprenditori della comunicazione, ha rinnovato il modo di informare. Ha reso la nostra città molto più "diretta", accorciando i tempi, restringendo il "divide" della conoscenza di ciò che accade. News, spazi liberi, forum. Strumenti innovativi che hanno reso la società civica meno "giornaliera". Prima di Rete5, ciò che accadeva, a Sulmona e nei dintorni, lo si sapeva con sette otto ore di distanza, per chi guarda i tg locali, e con un giorno di spread per chi si informa solo con i quotidiani.
Con il web magazine quotidiano, la cronaca, la politica, l'associazionismo, si sono settati su tempi dettati dalle ore, non dai giorni. E il successo di questo meccanismo lo si può riscontrare anche adesso: il sito è "in manutenzione" da oltre dieci giorni, l'ultima notizia riportata è il furto a casa di Ottaviano Del Turco, eppure i contatti giornalieri sono ancora circa 3000.
E l'eliminazione dei commenti, spesso usati in maniera scorretta causando non pochi problemi alla direttrice, Barbara Delle Monache, non ha influito più di tanto.
Ultimamente poi, Rete5 aveva arruolato la firma storica del giornalismo cittadino, Antonio Mancini: "senatore" dell'informazione locale che da quarant'anni ci racconta con una penna astuta e particolare, quello che accade nella nostra valle.
Rete5 ha tra l'altro, per la sua dinamica interattiva e incontrollabile, reso la vita "meno facile" agli uomini politici, determinando un surplus di attenzione alla comunicazione, alla trasparenza e al rapporto con i cittadini.
Lontana è l'era del "palazzo". Con Internet, a prescidnere da Brunetta, tutto è trasparente, facile, accessibile. Ecco perchè Rete5 ci manca. Anche se qualche volta ci ha fatto arrabbiare. Ma ci manca, perchè siamo ritornati, in questi giorni, a cinque o sei anni fa. Abbiamo rallentato i tempi, ci siamo accovacciati. Non abbiamo fatto sforzi comunicativi, perchè tanto gli spazi dei giornali sono quelli che sono e spesso dire troppo significa solo mettere in difficoltà i giornalisti che vorrebbero darti spazio, ma non possono per le ristrettezze -a volte imbarazzanti- cui sono sottoposti.
Per quanto possano sforzarsi infine, le tv locali Onda Tv e Videoesse, restano comunque dei media tradizionali, con la forza dell'accessibilità che non incontra l'ostacolo del digital divide, ma che riscontrano i limiti di un lavoro fatto su un target consolidato ed "abituè". 
Rete5 è questo, invece: la forza di un media senza spazi e senza tempi. Che non ti da tregua, perchè si rivolge ai cittadini semplici. Ai sulmonesi (tanti) che vivono fuori sulmona. A chi (tantissimi) non compra i giornali e non vede (più) la tv generalista.
Per questo, c'è bisogno che Rete5 torni. Presto. 


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Demopop.

Diario 11/10/2008

Sono un organizzatore di manifestazioni, convention, adunate, riunioni di ogni genere, tipo e taglia, con una esperienza consolidata. Maglie '98, Berlino, Napoli e Foligno 2001, Caramanico 97, 98 e 2005, Messina 2002, Orvieto 2003. E tante altre. Tante, davvero. La mia esperienza mi lasciava perplessità, sulla riuscita della kermesse di Quarta Fase ad Assisi, quest'anno.
I fattori della preoccupazione erano diversi. Uno scarso livello motivazionale, un lavoro di preparazione un po' arrangiato e artigianale, un programma oggettivamente tiepido, una "regia" affidata solo alla casta parlamentare, una sostanziale e ogettiva assenza dell'area cattolico democratica dal dibattito politico causata dall'impegno dei suoi leader Peppe e Dario nelle posizioni chiave della segreteria Veltroni.
E invece, sorpresa. A sentire l'introduzione di Fioroni, ieri, al Lyrick di Assisi, c'erano mille persone, provenienti da tutta Italia. Nonostante le elezioni in Trentino, le candidature abruzzesi e i casini sardi e molisani, il movimento cattolico democratico ha dimostrato di esserci, così veramente.
Peppe ha aperto le danze da vero leader democristiano. Spiegando subito i lenzuoli dell'iniziativa popolare. Marini e Veltroni i riferimenti di Quarta Fase. "Una sola tessera, quella del PD", è la stoccata a D'Alema. Tre a zero. E poi si parte con Berlusconi e il modello edonista, la scuola con una efficacie citazione di Falcone, e la legge elettorale per le europee. Che poi è il ponte con l'UDC. Un partito con cui l'alleanza è necessaria ma insufficente ad invertire la tendenza, dice il nostro leader. Il tema è parlare alla pancia del paese e ai suoi bisogni. Alla maggioranza silenziosa, non lo dice ma lo lascia intendere.
E la platea ascolta e applaude. Apprezza, la platea. Diversa da quella dell'anno scorso. Plaudente al contingente popolare governativo. Alla seconda carica dello Stato. A chi comanda.
Oggi non comandiamo più, governiamo "solo" nella maggioranza delle autonomie locali, e dobbiamo confermare questo ruolo, precisa Fioroni, dando orizzonti al suo popolo.
E' una platea che ha voluto davvero essere qui. CHe partecipa, chiede, s'interroga, prende appunti come Claudia, 22 anni che è arrivata con un gruppo di amici da Cosenza. Insieme all'amica studiano nell'Università fondata da Beniamino Andreatta e hanno voglia di capire. Come altri amici che non vengono dal Ppi e che oggi sono qui ad assisi, laicamente, per incrociare le voglie di partecipazione.
E' la forza inspiegabile del cristianesimo politico. Che resiste agl'isolazionismi curiali, alle dittature, alle scelte forzate e stagioni di triste abbatimento giudiziario. E' la forza di chi ha fatto la storia di questo paese e di chi, troppo giovane, da questa storia si lascia emozionare e sedurre.
E' la forza dei tanti giovani che sono qui. Che si riconoscono poco. Ma che si vedono, attenti, disponibili.
Sono risorse da non sprecare. Ma da mettere in prima linea, pronti a combattere.


Io con Enzo Delvecchio, mentre commentiamo la platea